F1 aston martin mancano 90 cv honda metà dei guai arriva telaio
L’avvio di stagione della Aston Martin ha disatteso le aspettative, cancellando l’interesse che poteva nascere attorno a una possibile crescita verso il vertice. Il progetto costruito a Silverstone da Lawrence Stroll non risulta ancora maturo per competere stabilmente con i top team, e le voci di mercato hanno perso slancio. In questo scenario, si riapre la possibilità che Fernando Alonso possa prolungare la propria carriera con un’altra stagione, come segnale dell’apertura che resta nel mercato dei piloti.
aston martin e honda: avvio di stagione sotto le attese
La delusione più netta riguarda la power unit Honda. Guardando al passato recente, l’eredità di successi legati a Max Verstappen con la Red Bull nella fase delle monoposto a effetto suolo aveva alimentato aspettative più elevate anche con il nuovo regolamento. La realtà, al contrario, si è rivelata più complessa del previsto, con il ritorno di Honda in F1 dopo il ritiro annunciato il 2 novembre 2020 che sta procedendo con difficoltà evidenti.
fernando alonso e il gp del giappone: un segnale importante
La bandiera a scacchi vista al GP del Giappone con Alonso è stata percepita come una conquista. Lo spagnolo ha chiuso 18esimo, risultando primo dei doppiati, tra le due Cadillac MAC-26. Il riferimento è anche al GP d’Australia, quando era emersa una preoccupazione concreta: la vettura sembrava in grado di completare solo cinque o sei giri al massimo, per via delle vibrazioni provenienti dalla power unit RA626H che colpivano il resto della vettura, mettendo fuori uso batteria e parte dell’affaticamento fisico dei piloti.
perché i problemi sono esplosi: fiducia reciproca e criticità emerse tardi
Il quadro nasce da un paradosso tecnico: Aston Martin e Honda hanno lavorato per mesi basandosi sui rispettivi numeri, facendo affidamento sul potenziale che l’una riteneva possibile nell’altra. A pagare per primo è stato Andy Cowell, CEO e team principal. L’ex motorista Mercedes non avrebbe curato in modo adeguato il rapporto con i tecnici giapponesi, e la situazione sarebbe diventata chiara solo nello shakedown di Barcellona, quando è emersa una realtà impietosa: non funzionava niente.
amr26 in ritardo e assenza di ricambi: una partenza complicata
Non solo il motore: anche la AMR26 sarebbe arrivata in pista nel penultimo giorno dei cinque giorni di test. La vettura, giunta in grave ritardo, non disponeva delle parti di ricambio. In quelle condizioni, la Honda avrebbe scoperto vibrazioni che al banco prova di Sakura non emergevano, mentre Aston Martin avrebbe compreso che anche le idee estremamente spinte proposte da Adrian Newey potevano rappresentare parte del problema, accanto alle difficoltà del gruppo propulsore.
la frattura nel gruppo di lavoro: newey critica la honda e si attiva un team urgente
Un ulteriore peggioramento sarebbe arrivato dall’intervento di Adrian Newey a Melbourne, durante la prima conferenza stampa. Newey avrebbe sparato a zero sulla Honda, attribuendo la mancanza di prestazione ai giapponesi. L’impostazione del messaggio avrebbe coinvolto anche la parte psicologica e relazionale del progetto, al punto che Shintaro Orihara, capo degli ingegneri e responsabile in pista, avrebbe organizzato un gruppo di lavoro urgente con la partecipazione anche di Enrico Cardile, indicato come ex ferrarista incaricato di rimettere ordine nelle priorità per uscire da una situazione difficile.
soluzioni sulle vibrazioni e gap di prestazione ancora ampio
Secondo quanto riportato, la collaborazione avrebbe prodotto risultati almeno parziali sul tema vibrazioni, con prove di soluzioni mirate a mitigare il problema. L’effetto sui tempi resta però limitato: la vettura, in pista, sarebbe ancora lontana dai migliori di circa quattro secondi. Un divario considerato enorme, soprattutto in termini di competitività immediata.
pausa di campionato e lavoro su batterie: affidabilità e gestione dell’energia
Il mese di sosta in F1 viene utilizzato per acquisire ulteriori ricambi e per affrontare la restante parte della stagione con maggiore tranquillità. Orihara descrive un percorso centrato su due assi: migliorare l’affidabilità delle batterie e ottimizzare la gestione dell’energia. In parallelo, viene indicato un lavoro orientato anche a trovare prestazioni meccaniche, ma con l’avvertenza che non si tratta di un obiettivo a breve termine.
montagna da scalare: divario, potenza mancante e tempi degli aggiornamenti
Esistono interpretazioni che collegano il gap non solo alla Honda, ma anche a telaio e aerodinamica. Mike Krack, chief trackside officer, spiega che una volta risolti i problemi di affidabilità, l’attenzione torna subito alle prestazioni. In quella prospettiva, il miglioramento viene descritto come potenzialmente molto ampio: non soltanto progressi sulla durata, ma passi importanti legati alle performance complessive. La pausa viene vista come un’occasione per compiere il primo salto, mentre resta una sfida considerevole davanti al gruppo.
mancanza di potenza stimata e investimenti Honda
La carenza di potenza viene valutata in circa 70 kW, equivalenti a 95 cavalli. Il valore è considerato elevato e diverso rispetto all’inizio della stagione, mentre si sottolinea che i giapponesi stanno investendo su persone e risorse per risalire la china. La FIA concederebbe alla Honda la possibilità di ricorrere all’ADUO con due aggiornamenti. Non è però atteso un ritmo rapido: le modifiche più significative si collocherebbero più probabilmente nell’estate.
il futuro immediato: decisioni su 2027 e margini di crescita della amr26
In attesa delle evoluzioni, si valuta cosa farà Newey. L’ipotesi indicata lo vede impegnato sulla macchina per il 2027, oppure ancora concentrato sulla ricerca di soluzioni specifiche per la AMR26. L’obiettivo rimane concreto: la vettura avrebbe difficoltà a rispondere nelle curve medie e veloci, oltre a risultare sovrappeso. Questi aspetti delineano margini di crescita per intervenire sul rendimento, anche in presenza di una situazione tecnicamente complessa.
lawrence stroll e la gestione della transizione: nessuna fretta, obiettivo continuità
Il sistema Aston Martin viene descritto come privo dell’esigenza di accelerare in modo irrazionale. La Honda, pur essendo storicamente legata a una reazione rapida quando emergono problemi, dimostrerebbe volontà di risalita dal “buco nero”. Parallelamente, a Silverstone non ci sarebbe spazio per crisi di nervi: Lawrence Stroll sarebbe entrato nella dimensione dell’anno di transizione, riconoscendo le carenze oggettive della “verdona”. In questa cornice, Adrian dovrebbe lavorare per evitare che la AMR26 rientri nella breve lista delle macchine considerate sbagliate.
personaggi coinvolti nel quadro tecnico e operativo
- Fernando Alonso
- Lawrence Stroll
- Charles Leclerc
- Max Verstappen
- Andy Cowell
- Adrian Newey
- Shintaro Orihara
- Enrico Cardile
- Koji Watanabe
- Mike Krack
