F1 Ferrari: migliorare l algoritmo della gestione elettrica
La sfida a Suzuka ha offerto una risposta netta a una domanda che accompagnava il percorso della Ferrari: la SF-26 poteva confermarsi seconda forza del mondiale. I numeri delle classifiche e l’andamento della gara hanno ricostruito un quadro chiaro, con la Scuderia costretta a prendere atto di un divario che si è tradotto in prestazioni inferiori rispetto alle aspettative.
classifica mondiale 2026: ferrari terza ma in scia della seconda
La classifica piloti vede Charles Leclerc terzo, posizionato alle spalle della coppia Mercedes. Il monegasco si trova a 23 punti dal leader Kimi Antonelli. Nel campionato costruttori la Scuderia mantiene il secondo posto, ma con un divario di 45 punti dalla Stella. Il margine è quasi equivalente a quello che Maranello conserva sulla McLaren, fermo a 44 lunghezze.
Il Cavallino chiude così il ciclo delle prime tre gare 2026 nel ruolo di principale inseguitrice della Mercedes, in attesa che il calendario riparta a Miami. Dopo la sosta legata alla cancellazione di Bahrain e Arabia Saudita, si aprirà un nuovo periodo in cui tutte le squadre porteranno aggiornamenti rilevanti. In parallelo, la FIA dovrà definire i cambiamenti regolamentari.
suzuka racconta il divario: ferrari non è la seconda forza
A Suzuka la Ferrari ha impostato la gara puntando su un approccio difensivo, con l’obiettivo di ottenere il massimo possibile in termini di punti prima della ripartenza in Florida. Dalla lettura della classifica iridata, il bottino raccolto suggerisce che il target potesse essere stato centrato.
Resta però un nodo tecnico e competitivo: la SF-26 può essere ancora considerata la seconda forza in pista? La risposta emersa dall’andamento della gara e dalle prestazioni della concorrenza è negativa. La McLaren, senza un bullone nuovo dai test invernali di Sakhir, si è presentata con una MCL40 più competitiva della rossa.
risultati di gara: piastri davanti a leclerc
Oscar Piastri ha conquistato il secondo posto, precedendo Charles Leclerc. Il sorpasso della McLaren sulla Ferrari è stato consolidato dal ritmo complessivo: la squadra di Woking ha saputo sfruttare al meglio l’impiego della PU Mercedes. Il computo dei punti di tappa conferma il vantaggio con 28 punti per la McLaren contro i 23 complessivi della Ferrari.
La dinamica di Suzuka si riflette anche nelle posizioni: Lando Norris, quinto, ha replicato quanto accaduto a Leclerc, mentre Lewis Hamilton ha chiuso con un risultato che richiama il confronto diretto con le prestazioni Ferrari.
dettagli tecnici: passo gara e ritmo sulla distanza
Un’analisi più ampia sul piano tecnico evidenzia differenze di passo. Il passo gara della McLaren è risultato 0”24 più lento al giro rispetto alla W17, mentre la SF-26 ha accusato un divario di 0”32 dalla freccia nero e argento, con un pagamento di un decimino per giro nel confronto con la vettura papaya.
In parallelo emerge un elemento comune nelle dichiarazioni: entrambi i piloti si sono lamentati della carenza di potenza. Hamilton ha lasciato intendere la possibilità che a Miami possa arrivare un nuovo riferimento, indicando un potenziale 067/6. La PU non dovrebbe essere sostituita alla quarta gara, ma il riferimento del pilota suggerisce un possibile intervento ulteriore sulla gestione.
Negli Stati Uniti potrebbe debuttare un nuovo software di gestione dell’energia per sfruttare in modo più ampio le capacità del motore. Nel frattempo, in attesa che la FIA autorizzi l’ADUO, la Ferrari lavorerebbe per sviluppare l’endotermico con l’obiettivo di recuperare almeno in parte i 25 cavalli necessari per tornare a sfidare Mercedes.
ricarica dell’energia e remote garage
Un fattore che incide sul rendimento riguarda la ricarica dell’energia. La Ferrari opera con un gruppo di lavoro composto da circa dieci persone che, durante i weekend di gara, lavorano prevalentemente al Remote Garage. L’algoritmo chiamato a raccogliere i dati dei giri già percorsi dovrebbe fornire indicazioni utili ai tecnici sulle strategie di harvesting per massimizzare il recupero tramite la ricarica.
Ogni team sviluppa un sistema proprio, così che gli ingegneri possano istruire il pilota a cambiare i settaggi richiesti nelle diverse fasi della corsa. In questo quadro la Scuderia avrebbe margine di crescita: rispetto a Mercedes, non avrebbe potuto attingere alle esperienze maturate in Formula E o ai prodotti impiegati per costruire sistemi molto complessi, che risultano ancora in evoluzione.
miami: ferrari deve crescere oltre il motore
Il terzo posto di Leclerc e il sesto di Hamilton a Suzuka non riescono ad appagare le aspettative del Cavallino. La SF-26 deve progredire non solo sul piano della potenza, ma anche sull’aerodinamica. A Maranello sono incentrati sull’efficienza, e il comportamento sulle gomme appare incoraggiante, a indicare che la parte telaistica sta producendo riscontri.
In vista di Miami, però, non si prevede che il pacchetto possa basarsi esclusivamente su un elemento come l’
