F1 Honda AMR26 resta in Giappone dopo Suzuka per risolvere le vibrazioni al banco dinamico
La stagione si è aperta con ambizioni alte e un obiettivo preciso: tornare a poter sognare. Prima però di scendere davvero in pista, i piani hanno dovuto affrontare una serie di vincoli tecnici importanti. Il quadro è stato segnato da carenze Honda e, dopo, dall’esigenza di intervenire anche sul telaio. A complicare il lavoro si è aggiunto il fatto che l’AMR26 ha accumulato pochissimo tempo in pista rispetto agli avversari, riducendo in modo concreto la finestra di sviluppo.
ambizioni Honda in partenza tra motore meno competitivo e vincoli sullo sviluppo
Honda sta lavorando per recuperare una situazione che, per il momento, colloca la squadra con il motore meno competitivo della griglia, sia per potenza sia per affidabilità. La base del problema è legata anche a una riorganizzazione del gruppo di lavoro, avviata dopo i successi maturati con Red Bull.
Un elemento determinante è rappresentato dai problemi di vibrazioni comparsi già nei test invernali. Le vibrazioni hanno limitato fortemente i chilometri percorsi, rallentando l’intero percorso di sviluppo e condizionando la possibilità di affinare continuamente il pacchetto tecnico.
vibrazioni amplificate dal telaio e sviluppo condiviso con Aston Martin
Dalle prove in Bahrain fino a Suzuka, Honda ha proseguito lo sviluppo insieme ad Aston Martin, nella logica di un lavoro non ristretto alla sola Power Unit. Più volte i tecnici nipponici hanno spiegato che le vibrazioni non nascono esclusivamente dalla PU: vengono amplificate dal telaio, che di fatto funziona come una cassa di risonanza. Questo collegamento tra motore e struttura spiega perché l’intero progetto debba essere affrontato come un sistema integrato.
Nel frattempo, Andy Cowell è stato ricollocato dal ruolo di TP per agire da ponte tra Silverstone e Sakura, in un contesto in cui il coordinamento tra le aree di competenza diventa cruciale per risolvere il fenomeno.
impatto delle vibrazioni su affidabilità e durata gara
Le vibrazioni descritte da Honda si sono rivelate talmente rilevanti da produrre conseguenze concrete durante le sessioni e in gara. Il problema ha portato non solo a un KO della batteria, ma anche a rendere difficile ai piloti completare l’intera distanza.
In Cina Fernando Alonso è stato costretto al ritiro per l’intorpidimento degli arti. A Suzuka, invece, sono arrivati i primi correttivi e lo spagnolo è riuscito a portare a termine la corsa. Il risultato segna un passo avanti, ma resta ancora aperta la strada per uscire definitivamente dalla criticità.
AMR26 in Giappone dopo Suzuka: test statici per ridurre vibrazioni e aumentare affidabilità
Dopo il Gran Premio di casa, la gestione della AMR26 è cambiata in modo significativo. Invece di rientrare subito a Silverstone, una delle vetture è rimasta nella fabbrica di Sakura per svolgere test più approfonditi al banco dinamico. La scelta è stata resa possibile anche dalla disponibilità di una monoscocca completa già presente a Sakura all’inizio della stagione, pensata per prove al banco dinamico utili a replicare quanto avviene in pista senza dover effettuare necessariamente giri sul tracciato.
Il lavoro è stato sostenuto anche dalla collaborazione dei tecnici Aston inviati in loco. Avere l’opportunità di lavorare direttamente su una delle due AMR26 consente di studiare le vibrazioni in condizioni più realistiche e di sviluppare contromisure più mirate per cercare di arginare il fenomeno.
indirizzo tecnico: riduzione vibrazioni come priorità per l’affidabilità
Shintaro Orihara, General Manager a bordo pista del progetto Honda F1, ha descritto il periodo come un intervallo lungo ma intenso, con lavoro svolto insieme ad Aston Martin sia in Giappone sia nel Regno Unito. Il Gran Premio del Giappone ha indicato che l’impostazione seguita sta andando nella direzione corretta, fornendo motivazione a continuare. Dopo quella gara è stata sfruttata l’occasione per mantenere una AMR26 in loco per test statici a Sakura, con focus sulla riduzione delle vibrazioni e quindi sull’aumento dell’affidabilità.
nuovi correttivi verso Miami: più integrazione motore-telaio e lavoro sul set-up
Secondo Honda, già da Miami sono attesi ulteriori miglioramenti, con una probabilità maggiore che siano collegati all’integrazione tra motore e telaio più che alla Power Unit in sé. In questa fase gli interventi fisici consentiti sono indicati come ancora molto limitati, mentre modifiche più significative richiederanno l’arrivo dell’ADUO.
Honda ha comunicato di aver raggiunto progressi capaci di introdurre ulteriori contromisure a Miami e successivamente lungo la stagione. L’indicazione è che questi passi non dovrebbero avere un impatto visibile sulle prestazioni della power unit in pista, perché l’obiettivo principale diventa trovare il giusto compromesso di set-up.
prestazioni: margine software e pianificazione dopo le limitazioni degli aggiornamenti
Oltre allo sblocco della potenza, possibile soltanto con interventi sull’hardware legati all’arrivo dell’ADUO, resta un’ampia area di manovra sul fronte software, dove i parametri consentono una maggiore libertà d’azione. L’evoluzione prevista include però anche il vincolo secondo cui, a partire da un certo punto della stagione, gli aggiornamenti software diventeranno limitati, rendendo necessaria una pianificazione più accurata degli interventi.
guidabilità AMR26: critica nei settori a bassa velocità e gestione dell’energia
La guidabilità è al centro di valutazioni critiche, non solo per aspetti del telaio. I rilievi riguardano anche il comportamento della Power Unit. L’obiettivo dichiarato è migliorare la guidabilità nei settori a bassa velocità e ottimizzare la gestione dell’energia in quella parte del circuito, considerata determinante per massimizzare la performance complessiva.
temperature e norme: Miami primo banco di prova con caldo elevato e Sprint format
Il quadro di sviluppo si interseca con le condizioni ambientali. Saltati gli appuntamenti del Bahrain e dell’Arabia Saudita, pur svolgendosi in notturna, rimangono tra i più caldi della stagione. Il Gran Premio di Miami diventa quindi il primo vero banco di prova per le Power Unit alle prese con temperature torride.
Nei test pre-stagionali di Sakhir, quando i giri erano stati effettuati anche di giorno, erano emerse varie aperture sulla AMR26 per lo smaltimento del calore. Orihara ha posto l’accento su questo elemento, sottolineando che Miami sarà il primo weekend caldo con le nuove normative e la necessità di controllare le temperature della power unit.
Miami weekend sprint: prove libere limitate e focus sulle specifiche di raffreddamento
Il Gran Premio di Miami è indicato come weekend Sprint. Di conseguenza, è prevista una sola sessione di prove libere per ottimizzare tutti i parametri in base alle nuove regole e definire le migliori specifiche di raffreddamento in vista della qualifica Sprint. La FP1 assume un ruolo particolarmente importante per impostare correttamente l’intero pacchetto di gestione termica.
personaggi coinvolti nel lavoro e nel progetto Honda F1
- Shintaro Orihara
- Andy Cowell
- Fernando Alonso
- Lance Stroll
