F1 kimi vince mentre russell si lamenta della sfortuna senza safety car avrei vinto
La stagione di George Russell ha preso una direzione inattesa, tra segnali di ripartenza e colpi di scena in pista. Dopo una partenza convincente al GP del Giappone, il pilota della Mercedes si è trovato subito a fronteggiare Oscar Piastri nel primo stint, prima che una serie di eventi cambiasse gli equilibri. In mezzo, l’azione decisiva ha avuto un nome italiano: Andrea Kimi Antonelli, che ha trasformato un passaggio tattico in un’accelerazione verso la seconda vittoria della carriera.
George Russell al GP del Giappone: duello iniziale e svolta della Safety Car
Russell ha iniziato bene la corsa, imponendosi come unico avversario credibile di Piastri nel primo stint. Verso il giro 21, il pilota Mercedes è rientrato ai box per sostituire le Medium con le Hard. Pochi giri dopo, la dinamica ha subito una deviazione: è entrata in pista la Safety Car per consentire ai commissari di spostare la Haas VF-26 incidentata alla Spoon.
rientri e scelta gomme: l’errore che non è stato un errore
Nel momento in cui la Safety Car ha imposto l’assetto della gara, Antonelli ha trovato la finestra giusta. Non avendo ancora effettuato la sosta, l’italiano ha sfruttato l’occasione per passare anche lui alle Hard. Da quel punto in poi, il controllo della corsa è cambiato in modo netto: Antonelli è rientrato in testa, ha gestito con precisione la ripartenza e, grazie a un ritmo molto elevato, ha conquistato la seconda vittoria della carriera, dopo il successo ottenuto in Cina due settimane prima.
George Russell e la delusione: “una susseguirsi di problemi”
Russell ha chiuso al quarto posto, dopo non essere riuscito a superare la difesa di Leclerc sul terzo gradino. Nelle sue dichiarazioni è emersa chiaramente la frustrazione per l’intervento della Safety Car, indicato come elemento decisivo nella rotta dei piani. La spiegazione è costruita su più passaggi: difficoltà nella gestione della batteria alla ripartenza e ulteriori problemi in corsa, con conseguenze dirette sui sorpassi subiti.
passi chiave della gara secondo Russell
Secondo Russell, la partenza è stata descritta come normale, con un riferimento a una carenza di scatto legata ai tempi di entrata della Safety Car. Il pilota ha sostenuto che con un giro di differenza in quel momento avrebbe potuto puntare alla vittoria. Poi ha aggiunto che, in seguito, il susseguirsi di circostanze non ha lasciato spazio a recuperi: non è riuscito a ricaricare la batteria alla ripartenza della Safety Car, elemento che ha favorito il passaggio di Lewis Hamilton. In seguito, ha indicato anche un problema alla batteria che ha permesso a Leclerc di superarlo perché Russell non avrebbe avuto velocità sufficiente per contrastare il sorpasso.
ritorno in pista e interpretazione della sfortuna
Russell ha poi collegato il proprio rientro a una possibile ragione legata all’arrivo di Leclerc, ma ha qualificato l’episodio come sfortuna: nelle corse, ha spiegato, i fattori possono girare a favore o contro. Nel racconto, l’impressione è quella di una sequenza concentrata in un breve periodo, con la sensazione che ogni inconveniente abbia trovato spazio dalla sua parte negli ultimi fine settimana.
Oscar Piastri e Andrea Kimi Antonelli: competitività oltre la Safety Car
La dinamica ha determinato un vantaggio concreto, ma la storia della gara non si esaurisce nell’episodio della Safety Car. Russell riconosce, in sostanza, che Piastri e Antonelli sarebbero stati comunque avversari ostici. In particolare, il britannico non è riuscito nemmeno ad attaccare la McLaren numero 81 nel secondo stint e, in quell’andamento, a battere Piastri non è stato solo il ritmo: anche la Ferrari di Leclerc è riuscita a inserirsi nel quadro dei sorpassi.
passo gara e ritmo con le Hard
Antonelli ha mostrato un andamento già evidente nelle Libere 2 di venerdì: un ritmo considerato inarrivabile con le Hard. Questo dettaglio pesa anche sulle valutazioni a posteriori: la presenza di una velocità di fondo superiore rende più complicato immaginare uno scenario in cui Russell avrebbe potuto vincere senza condizioni esterne favorevoli.
assetto Mercedes, graining e asfalto: i fattori tecnici citati
Oltre agli eventi di pista, entrano in gioco scelte tecniche e condizioni esterne. Russell ha indicato un assetto mirato alla gestione dell’anteriore con l’obiettivo di contenere il fenomeno del graining. Tuttavia, nel corso della gara il fenomeno non si sarebbe presentato. Il contesto aggiunge un ulteriore elemento: Pirelli aveva segnalato alla vigilia che l’asfalto nuovo posato a Suzuka nella seconda parte del 2025 avrebbe portato a situazioni differenti rispetto al passato, dato che lo scorso anno l’asfalto nuovo era presente solo nel primo settore.
prospettive e classifica: Russell guarda alla pausa e al prossimo appuntamento
Nonostante il risultato, Russell non ha mostrato preoccupazione. Nel suo ragionamento, la stagione è ancora su un percorso lungo: mancano 19 gare, e la vetta del Mondiale Piloti resta vicina. Il pilota ha inoltre ribadito che nelle libere e in qualifica non ha riscontrato problemi, mentre in gara i guai sono emersi con continuità. Ha citato anche Lando, distinguendo tra assenza di guai in qualifica e presenza nelle libere.
reset dopo il GP: “si riparte”
Russell ha richiamato l’idea che la lotta per il titolo non sia cambiata. Secondo il suo calcolo, con un giro di differenza la vittoria sarebbe stata possibile. Un ulteriore riferimento è stato legato alla Cina: senza il problema in qualifica, avrebbe potuto avere un vantaggio di velocità nella sprint qualifying, con possibili effetti fino alla pole e alla vittoria. Poi ha concluso puntando sulla pausa di quattro settimane, descritta come occasione per resettare e ripartire per la gara successiva.
personaggi citati
George Russell, Oscar Piastri, Andrea Kimi Antonelli, Charles Leclerc, Lewis Hamilton, Lando
