F1 leclerc ci manca grip scivoliamo non sono fiducioso ma mai dire mai

• Pubblicato il • 4 min
F1 leclerc ci manca grip scivoliamo  non sono fiducioso ma mai dire mai

L’ottavo posto si configura come un segnale netto di una giornata complessa per Ferrari, con Charles Leclerc chiamato a leggere i dati e a cercare soluzioni su vari fronti. La prestazione mostra criticità soprattutto nelle fasi che emergono con maggiore chiarezza in pista: rettilinei e bilanciamento in curva rappresentano due punti cruciali, mentre il quadro generale evidenzia un’auto ancora lontana dall’esatto potenziale.

ottavo posto Ferrari: problemi nei rettilinei e bilanciamento in curva

La perdita di tempo sembra legata, almeno in parte, a quanto si osserva sui rettilinei, un aspetto atteso alla vigilia. Al tempo stesso, il dato che preoccupa di più riguarda il comportamento in curva: il bilanciamento non risulta all’altezza nelle condizioni che si creano durante il giro. Su una pista indicata come molto calda, la SF-26 appare distante sia sul giro secco sia sul passo gara, con problemi che diventano ancora più evidenti quando la gomma tende a scaldarsi restando fuori dalla finestra ideale.

temperature estreme: impatto di aria e asfalto sulla sf-26

Dopo le sessioni di prove, Frederic Vasseur ha spiegato che la Ferrari ha dovuto misurarsi con condizioni estreme. La temperatura ambientale ha superato ampiamente i 30°C, mentre l’asfalto ha raggiunto circa 50°C. In un contesto simile, la SF-26 si è mostrata distante dal suo potenziale, lasciando intravedere la presenza di un margine di lavoro.

Charles Leclerc e la fiducia limitata: “non sono molto fiducioso, però mai dire mai”

Charles Leclerc non sembra al momento molto ottimista riguardo a un immediato ribaltamento della situazione. Il pilota ha affermato: “Non sono molto fiducioso, però mai dire mai”, aggiungendo però che già nel venerdì di Barcellona esistevano elementi che facevano pensare a una macchina con prestazione da tirare fuori.

Il confronto con Barcellona emerge anche nel racconto del venerdì attuale: a differenza della Spagna, la giornata qui è stata descritta come una lotta. Leclerc ha citato il lavoro svolto in pista attraverso le sessioni disponibili, sottolineando che ha seguito le prove anche quando non ha potuto completare direttamente tutti i passaggi.

venerdì complicato: mancato turno in fp1 e focus su ciò che manca alla sf-26

Il punto centrale, dal racconto di Leclerc, riguarda l’esordio operativo in pista: in FP1 il pilota ha dovuto saltare il turno per lasciare spazio a Dino Beganovic, in una delle due sessioni per pilota che gli ufficiali devono dedicare ai giovani secondo quanto previsto dal regolamento. In questo modo, la giornata del monegasco è risultata più in salita, pur rimanendo parte integrante del lavoro complessivo attraverso il supporto della squadra e l’osservazione dei riscontri dalla vettura.

sensazione in pista: scarsa trazione e perdita di aderenza

La carenza principale indicata da Leclerc riguarda il grip. Il pilota ha evidenziato che l’auto scivola con tutte e quattro le gomme fin dal primo giro effettuato. Secondo la lettura del Ferrarista, la difficoltà si è concentrata in particolare nelle ultime curve, in un tratto del circuito dove ci si sarebbe aspettati una SF-26 più rapida e competitiva.

gestione gomme e degrado: il problema non è solo il decadimento

Leclerc ha chiarito anche la natura delle limitazioni: non si tratta esclusivamente di degrado puro. La questione più rilevante viene descritta come passo. La gestione dei pneumatici resta comunque un fattore determinante, anche perché a Barcellona la Ferrari sembrava trovarsi dal lato giusto delle cose. Nel lavoro in corso, la percezione è che il degrado vero e proprio non sia il punto peggiore, mentre il problema principale resta la capacità di tenere un ritmo adeguato su una distanza di riferimento.

lavoro sulla macchina: trovare decimi nella notte e migliorare il ritmo

Leclerc ha indicato la necessità di recuperare diversi decimi durante la notte. L’obiettivo è trasformare la possibile velocità su brevi sequenze in prestazioni capaci di durare: anche se dopo 20 giri la vettura può risultare più efficace, 20 giri non bastano, e quindi serve lavorare sulla configurazione della macchina per aumentare il passo complessivo.

confronto con barcellona: limitazioni diverse, ma importanza della gestione gomme

Pur riconoscendo che anche a Barcellona le difficoltà erano presenti, Leclerc ha ribadito che qui emergono limitazioni diverse. In entrambi i contesti, la gestione delle gomme mantiene un ruolo decisivo, ma l’elemento determinante rimane la capacità di produrre ritmo sufficiente per l’intero andamento della prova.

Personaggi citati:

  • Charles Leclerc
  • Frederic Vasseur
  • Dino Beganovic
Charles Leclerc, Ferrari

Per te