F1 top secret ferrari 067/6 rivoluzionario nell alimentazione: funziona ?
La SF-26 sta attirando l’attenzione per una scelta tecnica che ribalta le logiche più comuni: un approccio centrato sulla gestione delle temperature, sulla compattezza dei componenti e su un legame molto stretto tra unità di potenza e carrozzeria. Il risultato è un progetto in cui il motore non viene trattato come l’unico fulcro del rendimento, puntando invece a ottenere vantaggi dalla connessione telaio-motore e da soluzioni aerodinamiche alimentate proprio dal calore generato.
motore ferrari sf-26 a testata in acciaio e gestione termica ad alta temperatura
A differenza degli altri propulsori, il motore Ferrari monta una testata in acciaio. La scelta implica un passaggio verso una soluzione considerata più pesante dell’alluminio, ma anche più resistente, secondo le indicazioni che stanno emergendo sull’impostazione progettuale. L’idea alla base ruota intorno a una filosofia radicale: invece di cercare l’efficienza abbassando la temperatura dell’aria in ingresso, la SF-26 lavora con un livello termico elevato.
La logica tradizionale, nel contesto della Formula 1, prevede che un propulsore riesca a rendere al meglio abbassando la temperatura dell’aria immessa: aria più fresca, indicativamente attorno a 70-80 gradi, favorisce l’efficienza. La Ferrari, però, avrebbe scelto una direzione differente: l’aria nell’alimentazione risulta legata a valori superiori ai 100 gradi, con un valore reale più preciso rimasto riservato.
sf-26 e power unit: aerodinamica e packaging costruiti attorno al “caldo”
All’interno del progetto, la power unit non viene considerata l’elemento prestazionale dominante. La ricerca del risultato passa dalla perfetta integrazione fra telaio e motore, così da individuare margini di sviluppo non sfruttati in modo equivalente dai rivali. Un tratto distintivo è anche il modo in cui viene organizzata la produzione: la SF-26 viene pensata, disegnata e costruita in larga parte nella stessa factory, un’impostazione replicabile in modo simile solo dalla Red Bull; Mercedes, invece, mantiene separate le aree di telaio e motore, così come per Audi le diverse fasi risultano distribuite.
6 cilindri turbo 067/6 e conseguenze prestazionali ai regimi alti
Il 6 cilindri turbo 067/6 lavora ad alta temperatura e, sulla carta, la scelta potrebbe apparire insolita. L’obiettivo sarebbe però sfruttare un vantaggio in altri punti del sistema. Il 6 cilindri “caldo” consentirebbe di ridurre la massa radiante nelle pance, con effetti indiretti sul peso dell’impianto di raffreddamento e, soprattutto, sulla possibilità di portare l’aerodinamica su forme più spinte. La direzione tecnica dichiarata punta a fiancate più sinuose, interpretate come più estreme e quindi potenzialmente più efficaci.
riduzione dello scambiatore e compattezza della PU
Oltre al tema della massa radiante, lo scambiatore di calore tra telaio e motore risulterebbe più contenuto nelle forme. Questa scelta influenzerebbe il packaging della power unit, favorendo l’ottimizzazione degli spazi e la possibilità di tradurre la filosofia “caldo” anche sul piano della progettazione aerodinamica.
ftm e soffiaggio dello scarico: estrazione del flusso dal diffusore per aumentare efficienza
Un passaggio cruciale riguarda la parte “678” del progetto: la Ferrari avrebbe scelto di avere nello scarico centrale gas roventi a temperature più alte. L’uso del calore viene trasformato in funzione aerodinamica, attraverso una logica di soffiaggio che mira a migliorare il flusso verso zone determinanti per l’efficienza globale.
Il sistema denominato FTM permette il soffiaggio dello scarico. Il principio, che secondo quanto riportato sarebbe considerato una “genialata”, sta venendo imitato anche dagli altri team per via di un’interpretazione ampia del regolamento concessa dalla FIA. Tale interpretazione trasforma un supporto dello scarico in un profilo aerodinamico, ampliando le possibilità di utilizzo.
flick tail mode e aggiornamento debuttato a miami
Nel pacchetto di aggiornamento che ha debuttato a Miami, è stato proposto il Flick Tail Mode. La funzione dichiarata consente di aumentare sensibilmente l’estrazione del flusso dal diffusore e di rendere più efficiente l’alettone posteriore. Il bilancio ipotizzato include una perdita legata a un “tappo” sullo scarico, stimata tra 5-7 cavalli, compensata da un vantaggio aerodinamico misurabile indicativamente in almeno mezzo secondo con un delta favorevole alla soluzione proposta.
turbo garrett e limiti ai regimi alti: diametro ridotto e prestazioni a confronto
Per completare l’analisi del gruppo motore, viene citata anche la scelta del turbo Garrett. La Scuderia avrebbe optato per una configurazione piccola, con una differenza di 10 mm rispetto a Mercedes e Red Bull nel diametro. Secondo quanto riportato, il turbo offrirebbe un comportamento efficace in partenza e in fase di ricarica della batteria ai bassi regimi, mentre ai regimi più alti lascerebbe circa 7 cavalli nella potenza disponibile.
Proprio in relazione a questi aspetti, la SF-26 avrebbe mostrato difficoltà a esprimere velocità massima e nell’evento legato al superclipping quando l’endotermico viene usato per supportare una ricarica rapida della batteria.
strategie di sviluppo: adu(o) e margine verso l’unità di mercedes
La domanda aperta è se il progetto del motore non stia garantendo i vantaggi attesi in termini di efficienza o se, invece, i benefici aerodinamici derivanti dalle scelte sul propulsore non riescano a compensare i deficit misurati sulla potenza a regimi alti. In parallelo, la Ferrari sarebbe in grado di generare un carico posteriore che altre vetture non sanno riprodurre, ma la mancata capitalizzazione dipenderebbe dalla carenza di prestazioni in alto.
Con l’ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities), la Scuderia punta a dimezzare il margine dal motore Mercedes. Le indicazioni sul percorso di sviluppo descrivono un’ulteriore spinta verso un’esasperazione dell’unità calda in camera di combustione, senza rinnegare l’impostazione di partenza sostenuta a lungo.
evoluzione dell’unità calda e rivisitazione della girante del turbo
Se il turbo manterrà il diametro ridotto, la girante risulterebbe rivista nel numero delle palette e nella loro inclinazione, così da migliorare il riempimento in alto. Secondo quanto riportato, questa modifica implica rinunciare a qualcosina in accelerazione nella fase in cui la vettura risulta in trazione.
Il resto del potenziale necessario per affrontare Mercedes nel mondiale dovrebbe arrivare dal corpo vettura e dall’aerodinamica: non soltanto dagli specialisti indicati, ma anche da chi definisce gli assetti complessivi.
prestazioni a miami: gestione termica, grip e impatto delle ripartenze
A Miami, l’usura delle gomme nella zona posteriore dopo la safety car è stata pagata a caro prezzo. Il drastico calo delle temperature ambientali della domenica avrebbe inciso in modo determinante: Leclerc non avrebbe avuto gli pneumatici nella finestra corretta al momento della ripartenza e avrebbe impiegato diversi giri per ritrovare il grip.
Per difendersi da Lando Norris, il pilota monegasco avrebbe dovuto strapazzare le coperture, che successivamente avrebbero accusato un surriscaldamento. L’impostazione generale del concetto viene descritta come valida, ma l’integrazione dei sistemi non sarebbe ancora al massimo.
regolamento 2027 e rischio di penalizzazione: soffiaggio dello scarico sotto verifica
Un elemento di incertezza riguarda l’eventuale decisione della FIA. Se il soffiaggio dello scarico venisse bocciato nel 2027, la Ferrari si troverebbe penalizzata, con la necessità di considerare cambiamenti alle linee di progetto già avviate.
personaggi e figure citate
Le informazioni riportano anche i riferimenti a figure coinvolte nello sviluppo e al pilota impegnato in pista.
- Enrico Gualtieri
- Diego Tondi
- Franck Sanchez
- Charles Leclerc
- Lando Norris
