Taramasso michelin saluta la motogp senza tristezza dopo 11 anni di impegno

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Taramasso michelin saluta la motogp senza tristezza dopo 11 anni di impegno

Il Gran Premio di Francia assume un significato particolare per Michelin, perché rappresenta la gara di casa per il fornitore unico di pneumatici della MotoGP. Il tracciato di Le Mans diventa così il teatro di un passaggio simbolico: l’ultima prova sul suolo francese prima dell’ulteriore salto verso la Superbike, un cambiamento che si colloca a pochi mesi dal termine dell’avventura in classe regina.

All’interno del team di Clermont-Ferrand non emerge alcuna chiusura malinconica. Il messaggio, espresso dal responsabile Piero Taramasso, ruota attorno a fierezza e orgoglio per quanto realizzato durante undici stagioni, dal ritorno in MotoGP avviato nel 2016 fino agli appuntamenti che proseguiranno fino alla domenica di Valencia.

gran premio di francia e mito michelin in motoGP: orgoglio fino a valencia

Nel contesto della gara francese, Taramasso ha rimarcato che l’evento non viene vissuto come una semplice conclusione. Pur trattandosi dell’ultimo Gran Premio di Francia, le sensazioni descritte da lui e dall’intera squadra MotoGP sono caratterizzate da fierezza per i risultati costruiti in 11 stagioni. Il lavoro portato avanti dal ritorno del marchio nel 2016 viene indicato come un percorso che continua fino al termine del calendario previsto in Valencia.

La dimensione del traguardo non viene collegata alla tristezza, ma alla valorizzazione del lavoro tecnico svolto per sostenere l’evoluzione delle moto e delle prestazioni, con un’attenzione costante alle esigenze di mezzi sempre più tecnologici e performanti.

piero taramasso: evoluzione di gomme e strategie dal 2016 a oggi

Il responsabile Michelin ha ricostruito i cambiamenti intercorsi in undici campionati nella categoria regina, sottolineando come la progressione delle motociclette abbia imposto interventi continui sugli pneumatici. L’ingresso nel 2016 viene ricordato con moto giudicate molto performanti e con piloti descritti come aggressivi, capaci di frenare tardissimo e di scaricare forte carico sull’anteriore. In quella fase, il lavoro si è concentrato sulla gomma anteriore, con l’obiettivo di rinforzarla per aumentare la fiducia dei piloti.

dal primo adattamento al perfezionamento annuale di costruzioni e mescole

Nel 2017 viene citato un miglioramento: l’adozione di un modello di gomma anteriore e posteriore giudicato già in grado di garantire prestazioni elevate. Da quel momento, ogni stagione ha comportato modifiche tanto sulla parte anteriore quanto su quella posteriore, con interventi su costruzioni e mescole per accompagnare le trasformazioni delle moto.

Tra i fattori determinanti viene indicato l’aumento dell’impatto dell’aerodinamica, insieme all’introduzione degli abbassatori. Parallelamente, l’elettronica è stata perfezionata, rendendo necessario un adattamento continuo delle gomme per mantenere rendimento e prestazioni coerenti con le nuove configurazioni.

cambiamento della parte posteriore e ricerca di un working range più ampio

Un passaggio specifico riguarda la modifica della costruzione posteriore. La strategia è stata supportata da un test svolto per la prima volta durante un weekend di gara in Australia, attraverso l’utilizzo di un casing posteriore capace di offrire più grip e più costanza.

In parallelo, sono state effettuate diverse modifiche anche sulle mescole, con l’obiettivo di individuare un working range più ampio. L’intento è stato quello di ottenere pneumatici più polivalenti, in grado di lavorare su circuiti differenti e con temperature diverse, mantenendo un comportamento stabile nelle condizioni operative previste.

michelin e sostenibilità: riduzione delle varianti dal 2018

Secondo quanto riportato, l’evoluzione tecnica delle gomme non ha avuto ricadute solo sulle prestazioni, ma anche su aspetti legati all’ambiente. La Michelin ha indicato la sua particolare attenzione a questo tema e ha collegato l’avanzamento tecnologico alla possibilità di rendere la gamma più semplice da interpretare.

Dal 2018 è stata adottata una riduzione del portafoglio: i tipi disponibili tra anteriore e posteriore sono passati da 60 a 30. La diminuzione delle opzioni viene descritta come rilevante anche in termini di sostenibilità, poiché riduce la quantità di pneumatici da fabbricare e da trasportare, mantenendo al tempo stesso sicurezza e performance delle allocazioni proposte ai Gran Premi.

record di prestazione e aumento degli angoli di piega

Per Michelin, il confronto sui numeri rimane l’indicatore più immediato della direzione intrapresa nel corso delle stagioni. Il dato fornito da Taramasso segnala che, in tutte queste annate, sono stati battuti più di 250 record. A ciò si affianca un confronto con il 2016: in media i tempi sul giro si sarebbero abbassati di circa due secondi e mezzo in un decennio.

Ulteriore elemento richiamato è l’incremento degli angoli di piega. La stima indicata si attesta attorno a tre gradi: al momento del rientro, i piloti avrebbero messo giù il ginocchio; in seguito avrebbero iniziato a usare più frequentemente il gomito; in alcuni punti, oggi, viene riportato che scendono già anche con la spalla.

polivalenza michelin e risultati trasversali tra i marchi

Taramasso ha collegato la competitività alla polivalenza delle gomme. Viene sottolineato che, nell’arco delle stagioni, i risultati avrebbero consentito a tutti i marchi di esprimersi nelle migliori condizioni. Nel 2016 vengono citati 9 vincitori diversi, mentre nella seconda stagione i vincitori sarebbero arrivati a 12, a dimostrazione della varietà di opzioni messe a disposizione dei piloti.

Per la conquista del Mondiale, il riepilogo cita quattro marchi differenti in dieci anni: Honda, Suzuki, Yamaha e Ducati. Si aggiunge anche un riferimento ai costruttori capaci di ottenere almeno una vittoria: oltre alle realtà già indicate, anche KTM e Aprilia avrebbero conquistato successi. In sintesi, viene affermato che il lavoro svolto avrebbe portato gomme capaci di adattarsi a tutti gli stili di guida e a tutti i tipi di moto.

il passaggio futuro a superbike: trasferire tecnologia dal profondo della motoGP

Con il termine dell’esperienza in MotoGP, il futuro della Michelin viene collocato nel Mondiale Superbike. Secondo Taramasso, la Superbike rappresenta lo sbocco ideale per valorizzare il bagaglio di conoscenze accumulato nella classe regina e, in prospettiva, farlo confluire anche nei prodotti riservati alle moto di serie.

Il passaggio viene descritto come una sfida nuova grazie all’elevato livello del campionato, caratterizzato da numerosi costruttori e piloti di alto profilo, inclusi alcuni provenienti dalla MotoGP. L’aspetto centrale riguarda la natura degli pneumatici: non si tratterebbe più di prototipi estremi al limite, ma di una gomma più vicina a quella commerciale, con un’evoluzione orientata anche al settore delle moto di serie.

Secondo quanto spiegato, la transizione MotoGP-Superbike risulta “logica” per sfruttare insegnamenti e novità già introdotte. La Superbike viene presentata come uno step intermedio perfetto per trasferire parte della tecnologia maturata in MotoGP verso le coperture destinate alle applicazioni future legate alle moto di serie.

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  • Piero Taramasso
Piero Taramasso
Categorie: Motori

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