Red Bull in crisi: il problema non è il motore ma la vettura

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Red Bull in crisi: il problema non è il motore ma la vettura

Shanghai ha offerto una giornata di qualifiche sprint che ha messo in evidenza una serie di criticità per la squadra anglo-australiana. Il protagonista della pole è stato George Russell, mentre Max Verstappen ha chiuso in ottava posizione, seguito da vicino da Isack Hadjar. L’attenzione si è concentrata sul comportamento della monoposto in curva e sul degrado degli pneumatici, elementi decisivi che hanno inciso sui tempi e sull’equilibrio della vettura lungo l’intero weekend.

assetto e comportamento della monoposto in curva

Le prove libere hanno mostrato segnali premonitori, non tanto nei tempi quanto nel deterioramento degli pneumatici in condizioni di gara. Sul davanti, il graining ha interessato soprattutto la gomma sinistra, ma la Red Bull ha registrato una risposta di assetto diversa dal solito: un divario evidente tra le vibrazioni e la trazione, che ha creato una sensazione di instabilità in curva. Nel pomeriggio, anche in qualifica, il quadro non è mutato in modo positivo: la vettura ha mostrato una gestione dell’aderenza meno reattiva del previsto, con una perdita di ritmo consistente in fase di curva e una conseguente riduzione della velocità in rettilineo.

Max Verstappen ha riferito che l’intera giornata è stata dominata da una mancanza di grip e da un ritmo insufficiente. La causa principale sembra risiedere nel comportamento della monoposto in curva, descritta come completamente sballata rispetto alle aspettative. Una situazione che ha sorpreso, considerato l’obiettivo di conquista del podio nonostante la giornata meno favorevole.

La posizione della Red Bull ha sorpreso anche per il confronto con l’Alpine di Gasly, una dinamica che ha spinto a una riflessione sull’assetto piuttosto che sui soli livelli di potenza. Verstappen ha aggiunto che potrebbero essere necessari cambi di assetto, promettendo un’analisi mirata per migliorare in vista della gara sprint e delle qualifiche.

Isack Hadjar, al suo secondo weekend con la squadra, ha mostrato una vicinanza al ritmo di Verstappen che consola in parte, ma ha comunque evidenziato discrepanze rispetto al potenziale del weekend. In Q2, Hadjar ha effettuato un giro in 1’33”620, a soli 56 millesimi da Verstappen, entrando in Q3 con le soft ma con un crono successivo peggiorato di un decimo. Il pilota ha commentato positivamente il giro, ma ha sottolineato la necessità di un passo avanti per essere competitivi domani, evidenziando un gap maggiore rispetto al fine settimana precedente.

Dal fronte tecnico è arrivata una nota di stabilità: l’energia è in corso di gestione migliorativa, con progressi derivanti dall’esperienza acquisita in Australia. Per le qualifiche sprint l’assetto non ha funzionato come previsto, e lo staff ha annunciato l’esame della prestazione per definire interventi utili in vista della gara.

risultati chiave delle qualifiche e commenti del team

In fase di verifica, Verstappen ha ricordato che bisogna esaminare ogni aspetto dell’assetto e della gestione della vettura per recuperare competitività. Hadjar ha aggiunto di aver trovato buone sensazioni sul giro, ma ha riconosciuto che la velocità complessiva era meno incisiva del previsto, con un divario significativo rispetto ai riferimenti principali del fine settimana. Il team ha confermato i passi avanti nella gestione dell’energia, pur riconoscendo che l’assetto scelto per le qualifiche sprint non ha reso al livello desiderato e che sarà necessario un’analisi approfondita per migliorare le prestazioni nella sessione successiva.

Protagonisti principali della giornata:

  • George Russell
  • Max Verstappen
  • Isack Hadjar
  • Pierre Gasly
  • Pierre Waché
Max Verstappen, Red Bull Racing
Categorie: Formula 1Motori

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